Ieri in negozio è venuta una ragazza di 17 anni con la nonna e la mamma. Le prendo le misure e, dal calcolatore che utilizzo per calcolare la taglia, ho una 34 FF.

Quando mi capita questa taglia, so quali sono le difficoltà della donna che mi trovo di fronte e che indossa i reggiseni che acquista in Italia, senza taglie differenziate tra giro toracico e coppa: giro toracico largo che non sostiene il seno e coppe troppo piccole per contenerlo.

Infatti, quando la ragazza si spoglia per la prova, vedo il reggiseno che indossa: troppo piccolo per il suo seno, a malapena copre il capezzolo e comunque, la banda sottoseno è larga e non le sorregge il seno nella giusta posizione.

Inizio la prova e le porto tutto ciò che potrebbe corrispondere alle sue richieste, ma quando mi dice che i reggiseni che le propongo sono troppo grandi e lei non ha il seno così grande, mi rendo conto di essere di fronte allo stesso problema che mi capita spesso di affrontare: le immagini delle pubblicità influenzano anche la percezione di ciò che potrebbe starci bene, pertanto non riusciamo a vederlo perchè per noi la normalità, è ciò che è sbagliato.

E questo sicuramente condiziona le idee di una ragazza di 17 anni che ritiene di portare il reggiseno giusto anche se la misura è completamente sbagliata e si sente frustrata e disorientata quando le porti la taglia giusta.

Ho preso d’esempio questa ragazza, anche se la frase “il reggiseno è troppo grande” è quasi un mantra che mi viene ripetuto spesso quando faccio una consulenza di bra fitting (consulenza in cui individuo la taglia giusta ed il modello perfetto per il tuo seno), perché alla fine è scoppiata in lacrime.

Mi ha toccato questo episodio in quanto, pur sentendo tutto il suo disagio, non sapevo come consolarla. Quando le ho detto che qui non avrebbe trovato ciò che voleva, sapevo che le stavo proponendo un reggiseno adatto a lei.

Un prodotto che le avrebbe sostenuto il seno nel modo corretto, tolto il peso del seno dalla schiena, tonificato la pelle che lo sorregge ed evitato che diventasse cadente con la gravità. Inoltre le avrebbe evidenziato le curve facendole ritrovare il punto vita.

Caratterialmente non sono una persona insistente e dopo aver spiegato i motivi per cui sostengo certi argomenti, lascio gli altri liberi di continuare a pensare ciò che vogliono. Non mi è mai piaciuto chi insiste con me, quindi perché dovrei farlo con gli altri?

In questo caso però, ci tenevo a farle capire il mio punto di vista perché in questo settore la nostra cultura è ancora molto carente, se non inesistente. Penso si debba iniziare proprio a educare le adolescenti sull’importanza del seno e di portare la giusta taglia, non solo per il risultato estetico che avrebbero sui vestiti, ma perché è un nostro dovere donare al proprio seno le attenzioni che merita.

So che questo risultato si otterrà con il tempo e condividendo le giuste informazioni, ma vorrei che le donne capissero che i reggiseni che ho in negozio non sono grandi per loro, sono solo giusti perchè hanno il ferretto che sta fermo sullo sterno e abbraccia tutto il seno, fin sotto l’ascella!

Ovviamente per abbracciare il seno correttamente le coppe non possono essere “striminzite”.

La coppa piccola fa male, oltre ad essere scomoda, perchè il ferretto batte sul seno e sui linfonodi, e se non bastasse non lo riesce a contenere per poterlo sorreggere correttamente.

Il reggiseno giusto può sembrare enorme, ma ti assicuro che non lo è!

Mi dispiace che questa ragazza abbia pianto, e spero davvero che ci ripensi e capisca l’importanza del reggiseno giusto!